| RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI: un nuovo obbligo di valutazione cui Oikos è in grado di dare risposta |
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20 Aprile 2010 Dal 26 aprile 2010 entra in vigore il Capo V del Titolo VIII del D.Lgs. 81/08 che recepisce la direttiva europea 2006/25/CE, e che introduce, per il datore di lavoro, l'obbligo di effettuare la valutazione del rischio da esposizione dei lavoratori a radiazioni ottiche artificiali (ROA) durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute.
La valutazione del rischio dovrà considerare, oltre che il livello, anche la durata di esposizione alle radiazioni, prestando attenzione sia ai lavoratori particolarmente esposti che alle interazioni che si possono verificare in caso di presenza simultanea sul luogo di lavoro di radiazioni ottiche e sostanze chimiche fotosensibilizzanti, nonché ad altri effetti, quali ad es. l’innesco di esplosioni. La valutazione deve essere seguita, nel caso si determini un superamento dei valori limite, dalla definizione di programmi di miglioramento tesi alla riduzione del rischio. Per approfondimenti e preventivi circa l'attività di valutazione che Oikos mette a disposizione è possibile chiamare lo 0521-291590 oppure inviare una mail a
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. alternativamente con l‘arresto da 3 a 6 mesi o con l‘ammenda da € 2.500 a € 6.400 (art. 55 co. 1 lett. a)). Si applica la pena dell‘arresto da 4 a 8 mesi se la violazione è commessa:
Diverse sorgenti di radiazioni ottiche artificiali possono essere presenti nei luoghi di lavoro, in modo più frequente soprattutto in particolari comparti produttivi. Sorgenti artificiali possono essere di diversi tipi, a seconda del principale spettro di emissione e a seconda del tipo di fascio emesso.
Per quanto riguarda lo spettro di emissione, oltre all'ampia gamma di lampade per l'illuminazione che emettono principalmente nello spettro del visibile (lampade ad alogenuri metallici, lampade al mercurio, sistemi LED), esistono lampade ad UVC per la sterilizzazione, ad UVB-UVA per l'abbronzatura o la fototerapia, ad UVA per la polimerizzazione e l’essicazione di inchiostri; per quanto riguarda gli infrarossi, si possono citare le lampade ad IRA-IRB per il riscaldamento. Altri esempi tipici di sorgenti di radiazioni ottiche artificiali sono la saldatura dei metalli, ad arco elettrico o a gas, o altre attività di taglio, per esempio al plasma, nonché i forni di fusione (tipicamente di metalli e di vetro).
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